La manifestazione BLUETEAM IN ACTION 2015 ha monitorato per 24 ore continuative i nostri fondali allo scopo di censire, in un definito arco temporale, la fauna marina presente nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

L’attività, promossa dall’Area Marina, ha coinvolto docenti universitari, biologi marini, fotografi e subacquei volontari afferenti ai diving e alle associazioni locali. Il monitoraggio biologico, effettuato durante tutto l’anno dagli operatori del Parco, include anche attività che come questa aiutano a puntare sempre più l’attenzione sui temi di tutela e salvaguardia del Mare Nostrum.

I lavori sono iniziati alle 10:00 del giorno 11 agosto e sono terminati entro le 10:00 del giorno successivo: l’attività, accolta con entusiasmo, ha visto la partecipazione di circa 80 subacquei che si sono immersi con fotocamera e lavagnetta in sei dei principali punti d’immersione dell’Area Marina, effettuando esplorazioni diurne e notturne secondo un calendario orario ben definito.

Questa best practice è stata il risultato di un continuo e costruttivo dialogo tra enti, istituzioni e cittadini ormai consapevoli che la conoscenza approfondita della ricchezza del territorio è la chiave di volta di una gestione sostenibile del patrimonio ambientale.

ore continuative

sub impegnati

specie censite

I risultati ottenuti

Nonostante il tempo avverso le attività previste di monitoraggio continuo dei fondali dell’Area Marina Protetta nell’arco delle 24 ore non si sono fermate, grazie soprattutto al supporto dei subacquei volontari coinvolti, che hanno effettuato immersioni diurne e notturne al fine di coprire al meglio l’arco temporale previsto. Sono state censite 113 specie animali nei cinque punti di immersione indagati ovvero Vervece, Puolo, scoglio dell’Isca, scoglio Penna, Fossa Papa. In particolare di queste 113 specie sono state individuate:

Risultati del programma BlueTeam in Action 2015

Ovviamente la pretesa non era quella di estrarre un dato scientifico, dato che l’attività è sporadica ed è stata compiuta coinvolgendo anche subacquei non propriamente esperti nel riconoscimento delle specie, ma è stato interessante notare come la curiosità di capire ciò che vede in immersione è sempre in crescita, anche se a volte il nostro sguardo è rapito più da alcune specie che da altre, cosa che viene confermata dal dato delle specie di pesci (43) a discapito di altri, magari meno interessanti, o comunque non facilmente riconoscibili. Tra le segnalazioni anche alcune specie aliene, ovvero non originarie dei nostri mari, e alcune invece “inusuali”!
L’attività verrà sicuramente riproposta nei prossimi mesi visto il grande interesse suscitato nei partecipanti ed il bel risultato ottenuto visibile anche dai dati raccolti.

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