Una troupe di MTV nelle acque del Parco Marino di Punta CampanellaUn innovativo sistema di tecnologie satellitari in grado di analizzare la qualità delle acque, individuare gli sversamenti di idrocarburi e la presenza di imbarcazioni in zone vietate. Sarà sperimentato per la prima volta in Italia nel mare del Parco Marino di Punta Campanella, tra i golfi di Napoli e Salerno. Il progetto sarà presentato il 1 ottobre a Venezia, nel padiglione EXPO Aquae di EXPO Venice, in un incontro a cui parteciperà anche il direttore del Parco Marino, Antonino Miccio. “Siamo molto orgogliosi di ospitare questa prima dimostrazione operativa di un tale sistema innovativo di monitoraggio – spiega Miccio – Siamo stati scelti dal Ministero dello Sviluppo Economico che ci ha invitato a partecipare a questa sperimentazione che potra’ avere sviluppi molto interessanti in futuro, rendendo piu’ efficace la sorveglianza e il monitoraggio del mare italiano”.
L’obiettivo principale del progetto – denominato “ICWM for MED” – è quello di disegnare e realizzare una serie di servizi di monitoraggio della qualità delle acque e di sorveglianza costiera per la sostenibilità e la tutela delle acque marine costiere, innovativi rispetto a quelli attualmente esistenti, mediante integrazione di differenti tecnologie satellitari.
Il progetto intende dimostrare i benefici che derivano dalla integrazione di dati di Osservazione della Terra (OT), tecnologie di Comunicazione e Navigazione Satellitare e (tradizionali) risorse terrestri, al fine di fornire un valido supporto alle attuali pratiche di monitoraggio e reporting ambientale, incluse quelle legate alle direttive europee. Gli utenti tipo a cui si rivolge il progetto sono enti pubblici e privati operanti nel bacino Mediterraneo. Nel contesto italiano i principali destinatari sono le agenzie regionali per l’ambiente, le aree marine protette e la guardia costiera.
Il sistema proposto – mediante una soluzione unica e innovativa – combina misure da satelliti di OT, da dispositivi miniaturizzati installati a bordo di imbarcazioni e da altre fonti tradizionali con modelli idrologici e informazioni da parte di operatori o cittadini (crowdsourcing) raccolte tramite una App per dispositivi mobili dotati di sensori di localizzazione. Il sistema fornirà agli utenti accesso quasi in tempo reale a misure – e relative allerte – sulla qualità delle acque, rilevamento della presenza di sversamenti di idrocarburi e del passaggio e stazionamento di imbarcazioni da diporto in aree protette. Gli utenti coinvolti in questa prima fase del progetto sono ARPA Puglia, ARPA Campania, l’AMP Punta Campanella e la Direzione Marittima di Napoli della Guardia Costiera.