Escursione Torca – Punta Sant’Elia

  • Difficoltà: elevata
  • Dislivello: 300 mt
  • Percorrenza: 8 km
  • Tempo impiegato:

 

Escursione: Collina – Mare

 

Segnavia: Nessuno

 

Periodo consigliato: Primavera

Questa escursione è ideata per trekker piuttosto esperti poiché si insinua su di un tracciato oramai quasi del tutto abbandonato ma che, proprio per questo suo carattere prettamente selvaggio, consente di godere di emozioni e scenari superbi.
La partenza è da Torca nella piazza San Tommaso Apostolo, da cui si inizia a camminare scendendo per via Botteghe di Sotto. Sulla sinistra c’è via Monticello, una rotabile che seguiremo per poche decine di metri fino a via Rivolo.
Da qui il cammino procede in discesa, per circa una centinaio di metri, fino a quando il sentiero diviene piano: ci si trova, ormai, immersi tra i coltivi ad olivi e le diverse piante della macchia mediterranea. Il tracciato continua a procedere in discesa, divenedo, praticamente, un vicinale. Non si dovrà camminare molto prima di poter ammirare il profilo degli isolotti de Li Galli, con lo scoglio di Vetara a fargli da sfondo. All’altezza di un antico pozzo piovano si sceglie di proseguire a destra. E’ la vegetazione, ora, a prendere il sopravvento.
Si giunge in prossimità di una recinzione metallica: il sentiero la affianca in forte pendenza, per poi seguire verso sud. Si consiglia di prestare particolare attenzione ai gradini in pietra viva ormai quasi del tutto instabili, i quali conducono, attraverso un leggero sali-scendi, fino ad un “bivio” ormai celato dagli arbusti. Il cammino prosegue, a sinistra, tra la fitta macchia, fino a raggiungere uno dei punti più interessanti dell’intera escursione: i resti della porta occidentale, costruita per difendere la popolazione che abitava il fondo di Sant’Elia dalle incursioni dei turchi.
Da qui il sentiero si restringe divenendo oltretutto molto impegnativo. Dopo aver attraversato un rivolo, passando su di un piccolo ponticello, si inizia a scendere a forti balze tra cespugli di mirto, rosmarino ed euforbia. Da questo punto il tracciato riprende a salire fino ad un balcone naturale, estremamente panoramico, su cui ci si può fermare per ammirare le isole delle Sirene. L’escursione, ora, entra nella fase più “avventurosa” in quanto bisogna “intuire” i passaggi migliori per poter attraversare la gola che divide il Monte di Torca da Punta Sant’Elia. L’ideale è tenersi in quota, degli alberi di corbezzolo quasi equidistanti fungono da “segnavia”, e non lasciarsi ingannare dai piccoli sentieri che degradano verso mare. Essi, infatti, rappresentano le stradine che i cacciatori utilizzano per giungere ai rustici – ormai fatiscenti – costruiti per il ricovero della posta. Se si rispettano queste indicazioni dovrebbe apparire dinanzi agli occhi dell’escursionista, a pochi metri dal sentiero guardando verso il mare, un suggestivo pinnacolo che volge proprio sul lato conclusivo della passeggiata.
L’attraversamento della gola rappresenta il tratto, seppure breve, più difficile da percorrere in quanto, da anni oramai, non c’è passaggio periodico di persone. Aiutandosi magari con dei guanti e delle cesoie, si scavalca questa altura. Comparirà, in basso, l’antica cappella di Sant’Elia, una rustica costruzione, un tempo officiata, di cui oggi restano solo delle malinconiche mura. In un passato non troppo lontano la passeggiata si sarebbe conclusa con la risalita dal lato dei Colli di Fontanelle, passando per la pittoresca masseria, ora in una proprietà privata, splendidamente descritta nel famoso “Siren Land” di Norman Douglas.

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