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Pesca:
Le Nasse
Le nasse sono trappole per la cattura di pesci e cefalopodi. Esse sono diffuse in tutto il mondo e variano per forma, dimensione e materiali di costruzione. Normalmente sono costituite da uno scheletro, generalmente in metallo, su cui viene fissata una rete che può essere in plastica, ferro o materiale naturale come il bambù, giunco, etc. La forma può essere a tronco di cono, a cilindro, a forma di zucca, a parallelepipede etc. Queste trappole sono completamente chiuse tranne che in un lato costituente l’entrata della nassa fatta in modo tale che una volta entrati i pesci diventi impossibile uscirne. Quelle selettive, per pesci bianchi (orate, saraghi, dentici, etc.) con un diamentro alla base del tronco di cono di circa 2 m, prevedono anche un’apertura per permettere la fuga degli individui più piccoli. Le nasse per la cattura dei parapandali, piccoli gamberetti rossi presenti in anfratti e grotte di alcune aree rocciose mediterranee, sono costruite completamente in giunco intrecciato, hanno la forma di un ellissoide (formato zucca) e per costruirla occorrono circa 5000 nodi.
Generalmente le nasse vengono posizionate in serie e legate tra loro con un cordoncino, chiamato trave, a distanza variabile in funzione delle specie da catturare e dalla morfologia del fondo. Per la pesca ai polpi vengono calate in mare anche in numero di 2000 per ogni imbarcazione.
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