La pesca è un’attività molto antica, tramandata nel corso dei secoli e così radicata che ancora oggi molti giovani si dedicano ad essa. In particolare, è la piccola pesca l’attività principale delle acque costiere, rappresentando una vera e propria fonte d’occupazione e d’approvvigionamento alimentare, oltre ad essere di notevole importanza anche dal punto di vista sociale e culturale.
La figura del pescatore è oggi però intesa come protagonista della gestione e dell’uso compatibile del mare e non più solo come soggetto dedito esclusivamente al prelievo delle risorse (FAO - Codice di Condotta della Pesca Responsabile).
I sistemi di pesca più diffusi tra i pescatori residenti nei comuni della Riserva Marina sono quelli delle reti derivanti per la pesca del pesce spada e quelli della piccola pesca.
La flotta peschereccia è dislocata principalmente nei porticcioli di Marina Lobra (Massa Lubrense), Marina Grande (Sorrento), Marina di Cassano (Piano di Sorrento), Marina di Equa (Vico Equense).
Secondo quanto disposto dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12/12/1997 istitutivo dell’Area Marina Protetta di “Punta Campanella” e successive modifiche ed integrazioni, i sistemi di pesca consentiti sono quelli previsti dall’art. 19 del decreto MIPAF del 26 luglio 1995, cioè quelli della piccola pesca (Ferrettara, Palangari, Attrezzi da posta, Lenze, Arpione).
Il comparto della piccola pesca, relativo agli operatori residenti nei Comuni facenti parte dell’A.M.P., annovera circa 83 imbarcazioni e 119 addetti, di cui la maggior parte associati in cooperativa.
| LE TECNICHE DI PESCA |
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Pesca con i Palangari  |
Pesca con le Lenze  |
Pesca con le Reti  |
Pesca con le Nasse  |