31/10/2008 –A chiusura dei 4 anni di esperienza TARTANET, nasce l’esigenza di realizzare un piano d’intervento per la salvaguardia della Caretta caretta nel Golfo di Salerno
Almeno 800 tartarughe recuperate e curate, 19 nidi individuati e protetti, 5 Centri di Recupero Tartarughe Marine di nuova istituzione con oltre 20 mila visitatori, quasi 1000 pescatori di 45 diverse marinerie e 5.000 classi di scuole elementari e medie coinvolti per un totale di oltre 100 mila tra studenti e insegnanti che hanno preso parte alle attivita' di educazione ambientale. Sono questi, in sintesi, i risultati del progetto Tartanet, avviato nel 2004 grazie al programma Life Natura della Commissione Europea.
Il Centro Recupero Tartarughe Marine dell’AMP Punta Campanella, uno dei 5 centri di nuova istituzione, è attivo dal dicembre 2006, ma gli interventi operati dai biologi del Centro sono cominciati nel dicembre 2007, dopo un anno di campagne di informazione e sensibilizzazione presso le marinerie locali e i porti commerciali.
In meno di un anno sono stati effettuati 18 recuperi, tutti nelle acque del Golfo di Salerno.
Questo dato ci da una chiara informazione: le tartarughe marine popolano quest’area.
Andando ad analizzare i dati in nostro possesso scopriamo che la maggior parte degli animali recuperati sono adulti e sub-adulti, con una lunghezza di carapace massima che va dai 50 agli 82 cm, presenti in questa zona probabilmente per ragioni trofiche, cioè legate alla ricerca di cibo.
Su questi animali recuperati, purtroppo, sono vari e diversificati gli impatti negativi della presenza dell’uomo, dato il territorio estremamente antropizzato e sfruttato: nelle tartarughe arrivate presso il centro si registrano problematiche legate alla presenza di ami in bocca e in gola, lenze attorcigliate alle pinne, infezione e ustione del carapace, danni dovuti all’impatto con imbarcazioni, oltre a sintomi legati allo stress da pesca come galleggiamento e disidratazione.
Ad oggi l’85% delle tartarughe recuperate sono nuovamente a mare, anche grazie alla collaborazione, il supporto e l’esperienza degli specialisti del Centro Recupero della Stazione Zoologica Anthon Dohrn di Napoli, mentre il 15% presenta patologie che richiedono ulteriore permanenza presso il Centro.
Le catture, gli animali spiaggiati, la presenza di nidi, le numerose flotte peschereccie e la massiccia presenza di turisti nel Golfo di Salerno, rende evidente la necessità di dar vita ad un piano di intervento per la salvaguardia di questa specie in via di estinzione, che sia realizzato a partire dai dati attualmente in possesso, da integrare con nuove campagne per la raccolta di quante più informazioni possibili circa la presenza della Caretta caretta in queste acque.
Tale piano, se realizzato in collaborazione con Capitanerie di Porto, Associazioni di Pesca, Istituzioni Locali, Organizzazioni che operano per la salvaguardia dell’ambiente, potrebbe avere ricadute su tutti i comparti collegati all’ambiente marino, dalla salvaguardia dell’habitat e delle altre specie marine, al miglioramento della qualità nel pescato, e più in generale alla conservazione delle Risorse del nostro Mare.