Un gruppo di delfini danza intorno al Vervece, zona A dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Sono molti gli avvistamenti in zona nelle ultime settimane. Una presenza quasi quotidiana lungo le coste della penisola sorrentina e della costiera amalfitana. Per tutelare questa meravigliosa specie l’AMP Punta Campanella partecipa da due anni al progetto LifeDelfi. Un’iniziativa cofinanziata dalla Commissione Europea e coordinata dall’Irbim CNR che vede numerosi partner nazionali e internazionali.

Video di Gianfranco Capodilupo

A Punta Campanella il monitoraggio del delfini continua, così come le azioni di tutela per ridurre al minimo le interazioni tra delfini e pescatori, primo obiettivo del progetto LifeDelfi.
“Interazioni sempre più frequenti negli ultimi anni e che causano molti problemi – osserva Raffaele Di Palma, responsabile comunicazione AMP Punta Campanella – Innanzitutto ai delfini, che possono ferirsi con le reti da pesca o addirittura morire, ma anche ai piccoli pescatori locali che lamentano sempre più danni alle attrezzature e riduzione del pescato”.

Per questo sono state messe in campo una serie di azioni, tra cui l’ultima poche settimane fa: la distribuzione di nasse “trapula”, attrezzi più selettivi che non provocano danni ai cetacei. Ne sono state distribuite più di 200 ai pescherecci locali. Saranno usate soprattutto in questo periodo, da primavera all’autunno, quando sono maggiori le interazioni tra delfini e pescatori.
“Le nasse non rappresentano un pericolo per i delfini – spiega Linda Testa, coordinatrice di LifeDelfi per l’AMP Punta Campanella – e possono assicurare comunque una buona pescata”.
Nei mesi scorsi sono stati invece installati dissuasori sonori di ultima generazione sulle reti da pesca. I cosiddetti Pinger. Sono interattivi, producono gli ultrasuoni solo quando rilevano la presenza dei delfini e dovrebbero tenerli lontani dalle reti. Con un vantaggio rispetto ai dissuasori precedenti: la riduzione della possibilità che i delfini possano abituarsi ai segnali, e quindi esserne attratti più che respinti.

Numerose anche le azioni di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei pescatori e dei cittadini portate avanti dal 2020.
Realizzata dal partner croato del progetto, il Blu world Institute, anche un’App – Marine Ranger – dove segnalare avvistamenti di cetacei, molto utili per la ricerca e la tutela della specie.

“Con tutte queste azioni – conclude il Presidente dell’AMP Punta Campanella, Lucio Cacace – speriamo di riuscire a contribuire alla tutela di una specie così importante e carismatica, ma anche a difendere e portare vantaggi concreti per i piccoli pescatori artigianali, che sono in difficoltà e che rappresentano un elemento fondamentale per le nostre zone.”